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giovedì 4 maggio 2017

Farsi le sagre non rende ciechi!! La sagra del pinolo di Ravenna

Sagra del Pinolo • 2017
Pineta di Classe (Parco 1° Maggio) - via Fosso Ghiaia, 1
Periodo di svolgimento: dal 29/04/2017 al 01/05/2017. Inoltre l'evento si svolge il 25/04/2017
Nella splendida cornice verde della Pineta di Classe si svolge l’annuale Sagra del Pinolo.
Stand gastronomici e specialità al sapore di pinolo celebrano, insieme a mostre, mercatini ed esibizioni di tiro con l'arco, questo prodotto naturale che sin dal 1700 viene apprezzato per i suoi effetti medicamentosi.
Un tempo la raccolta delle pigne iniziava a partire dall'autunno; in primavera venivano stese sulle aie delle pinete prima di essere battute con le mazze e infine il sole estivo o il fuoco completavano l’opera, aprendole e lasciando uscire il prelibato seme che diffondeva un piacevole profumo resinoso.
A cura del Comitato Cittadino e della società sportiva "Fosso Ghiaia" in collaborazione con il Comune di Ravenna.
Indirizzo:
Pineta di Classe (Parco 1° Maggio) - via Fosso Ghiaia, 1
Telefono:
+39 0544 470452

martedì 2 maggio 2017

Farsi le sagre non rende ciechi!! La sagra del carciofo di sezze

Bentornati!! oggi iniziamo la nuova rubrica "Farsi le sagre non rende ciechi" viaggeremo in tutta Italia per conoscere le varie sagre di paese, vi assicuro che . Il nostro paese è pregno di sagre, perchè si sa, a noi italiani piace mangiare e bere.
-Sagra del carciofo di Sezz
Il carciofo: il migliore senz'altro è il tipo romanesco. Oltre ad avere un sapore gradevolissimo, è un alimento sano. Un prodotto assai diffuso in Italia e ottenuto da una graduale selezione del cardo. Quello di Sezze Romano è tra i più rinomati e prelibati per il suo gradevolissimo sapore. Gli abitanti della cittadina laziale, i Sezzesi, chiamano ancora cardini i primi e più teneri frutti della pianta.
Il clima eccezionale dell'area setina, riparata a nord-est dai Monti Lepini e riscaldata a sud-ovest dalla brezza tirrenica, unito alle caratteristiche esclusive dei terreni di cultura costituiscono l'elemento principe che determina la qualità del carciofo di Sezze. La sua tipica fragranza, la morbidezza del "cuore", i teneri petali lo rendono apprezzatissimo sulle tavole dei buongustai. E' un alimento sano

che contiene notevoli quantitativi di ferro e fibra e che grazie alla cinarina favorisce la digestione ed ha una azione lievemente diuretica.
Il carciofo è quindi perfettamente in linea con le indicazioni della "dieta mediterranea", un modello alimentare noto ed apprezzato in tutto il mondo.
In Italia la coltivazione del carciofo risale al XV secolo, arrivata dal vicino Medio-Oriente nelle regioni meridionali. Si diffuse con una rapidità sorprendente, considerate le caratteristiche di gusto e le molteplicità degli usi in cucina. Oggi è una coltura assai diffusa nelle regioni meridionali. Ma è nel Lazio che si sono sviluppate le colture più ricercate del carciofo romanesco: il più tenero e gustoso. A pochi passi da Roma e da Napoli, Sezze è la città che rivendica il primato della qualità.
Ogni anno il Comune insieme alle cooperative agricole e ai produttori organizza la sagra del carciofo setino, una festa popolare nata con lo scopo di coniugare l'offerta della tipica gastronomia locale alla valorizzazione delle bellissime risorse ambientali dei Monti Lepini.
La manifestazione si svolge in Aprile; è soprattutto un'occasione per gustare il carciofo nelle sue migliori ricette, come quelle alla giudia e al forno. Gli organizzatori assicurano che ne verranno cucinati e distribuiti in piazza a migliaia. Tutti potranno assaggiarli seduti nelle tavolate attrezzate nella bella cornice dell'antico centro storico.

mercoledì 19 aprile 2017

Spaghetti alla carbonara

Un piatto semplicissimo della cultura culinaria romana.
Un po di storia:
È un dato di fatto che la carbonara non viene citata nel classico manuale di cucina romana di Ada Boni, edito nel 1930. Difatti, il piatto viene ricordato per la prima volta nel periodo immediatamente successivo alla liberazione di Roma nel 1944, quando nei mercati romani apparve il bacon portato dalle truppe angloamericane. Questo spiegherebbe perché nella carbonara, a differenza di altre salse come l'amatriciana, pancetta e guanciale vengono riportati spesso come ingredienti equivalenti. Secondo questa tesi, sembrerebbe che durante la seconda guerra mondiale, i soldati americani giunti in Italia, combinando gli ingredienti a loro più familiari che riuscivano a reperire, e cioè uova, pancetta e spaghetti, preparandosi da mangiare, abbiano dato l'idea ai cuochi italiani per la ricetta vera e propria che si svilupperà compiutamente solo più tardi. A supporto di questa ipotesi resta il fatto sopraccitato che la ricetta era sconosciuta a Roma prima della guerra. [da Wikipedia]




  




Dosi per 2 persone
160gr di spaghetti
2 uova
100gr di guanciale (lo preferisco alla pancetta)
50gr di pecorino romano
Pepe q.b.

Tagliare il guanciale a striscioline e farlo saltare in padella senza aggiungere olio, finchè non scioglie il proprio grasso e diventa croccante. Calare la pasta in acqua bollente e salata, nel frattempo sbattere le uova con il pecorino e il pepe, finchè non raggiunge una consistenza cremosa. Scolare gli spaghetti e metterli nella padella con il guanciale senza accendere il fuoco, girare un po gli spaghetti nel guanciale e poi unire la crema di uovo e pecorino. Ora impiattate e godetevi questa ottima carbonara!!!

Versione Vegetariana:
Sostituite il guanciale con delle striscioline di zucchine oppure di peperoni, facendoli soffriggere qualche minuto nell'olio.

Versione Vegana:
Sostituire le uova con la panna di soia, un pizzico di farina di ceci e la curcuma (o lo zafferano)
Sostituire il guanciale con pezzetti di tofu affumicato e verdure

venerdì 14 aprile 2017

Genova per noi


Genova è una perla, una poesia, Genova è un milione di note che ascoltiamo dalla voce dei suoi cantautori, nuovi e vecchi.
Oggi voglio parlare di due piatti liguri, primo su tutti il Pesto.
Semplice, lineare, minimalista, come i liguri.

Basilico, olio extravergine, pinoli, pecorino (esclusivamente sardo) e un pizzico d'aglio.
L'essenzialità dei sapori è disarmante.

A differenza di quello che comunemente riteniamo "pesto", comprato nei supermercati e cremoso,
il vero Pesto, è "pestato" e non frullato, le foglie del basilico vengono schiacciate nel mortaio, normalmente di marmo, insieme all'aglio, ai pinoli e al sale. Una volta reso il tutto a poltiglia, si aggiunge il pecorino si amalgama e infine l'olio. Semplice e di sicuro successo. Le dosi si possono personalizzare a seconda della densità che uno vuole, quindi non vi darò nessuna dose, andiamo contro le solite ricette, dovete sbizzarrirvi, sapete gli ingredienti, ora sentitevi liberi di creare il vostro pesto.


Un altro piatto ligure da menzionare è certamente la Farinata e qua gli ingredienti ve li do con i pesi, perchè altrimenti la ricetta non viene come dovrebbe.

  • Farina di ceci 350 gr
  • Acqua 1 litro
  • Sale 15 gr
  • Olio extravergine 1/2 bicchiere
  • Rosmarino sfogliato
Amalgamare tutti gli ingredienti insieme fino a che non diventa un composto omogeneo e cremoso (il rosmarino io di solito lo trito, alcuni lasciano il rametto intero e poi lo tolgono prima di cuocerla).
Lasciate riposare girando ogni tanto, da un minimo di 5 a un massimo di 10 ore.
Prendete una teglia rotonda antiaderente (se ne avete una di rame stagnato sarebbe meglio) di 35/40 cm di diametro, bagnatela di olio e versate il composto. Mettete in forno a 220 per mezzora, quando risulta color dorato, quasi nocciola, è ora di tirarla fuori, tagliarla e mangiarsela bella calda.


Vi lascio intanto queste due semplici ricette, ma ritornerò a parlare della cucina ligure, come lo farò anche delle cucine delle altre regioni, già oggi abbiamo visto chiaramente che si può mangiare bene, usando solo prodotti salutari.
A presto